Il Prof. Pascale stupisce tutti.

Al seminario €œVolare Sicuri€ il racconto di un fenomeno di flutter durante le prove del Fachiro.

 

 

Momenti di grande tensione nell'hangar dell'A.S. Galassia durante il seminario €œ02-'14€ del progetto VOLARE SICURI€ quando il prof. Luigi Pascale, padre dei più diffusi velivoli di AG e VDS italiani e convinto assertore della necessità di mettere in comune gli eventi di pericolo, ha descritto quanto avvenuto in uno dei primi voli prova condotti da lui stesso e dal fratello in qualità di ingegnere di volo. €œSiamo a metà  degli anni '60 a Capodichino, stiamo completando le prove del prototipo 002, I-VIVA, del Fachiro. Scopo del volo -€“ racconta il Professore con grande semplicità e chiarezza - era la verifica del comportamento del velivolo (primo in Italia a 4 posti) a velocità prossime alla VNE definita in precedenza solo con calcoli teorici a 270km/h. Proprio al raggiungimento dei 270km/h, uno schianto tremendo e il velivolo che esce di controllo..... Avevamo incontrato, senza saperlo, il flutter, un fenomeno a quei tempi ancora poco noto e che è costato la vita a tanti piloti collaudatori. €œFortuna, nella malasorte, che a cedere erano stati i due alettoni e tutti e due insieme..salvando il resto dell'ala e senza generare momenti di rollio che sarebbero stati incontrollabili€. Un racconto che ha lasciato senza fiato gli oltre 160 tra studenti degli istituti tecnici Aeronautici locali e molti piloti AG e VDS (almeno 45) arrivati a Vitulazio per seguire il seminario VOLARE SICURI. Una testimonianza che vale più di mille raccomandazioni sterili o di precetti teorici che si è conclusa con la serena affermazione: €œQuello che ho imparato e che vorrei passare a tutti voi è che in volo siamo di fronte a forze molto più grandi di noi e che solo conoscendole possiamo governarle, in quel caso ci siamo subito messi a studiare per capire il fenomeno e come evitare che si ripetesse sul nostro velivolo€.

Prima del suo intervento il prof. Pascale aveva ascoltato con interesse le fasi di apertura del seminario e, apprezzando contenuti e modalità, nel lasciare l'hangar di Vitulazio ha voluto ringraziare per l'attenzione e sottolineare come VOLARE SICURI costituisca un'iniziativa meritoria e molto importante nel settore dell'AG e del VDS€. Aldilà di questa bella parentesi il seminario €œ02-'14€ s'è svolto con regolarità e piena soddisfazione di chi ha ascoltato e partecipato. Sia i rappresentanti dell'A.M. che hanno descritto le zone regolamentate della Campania che il tema della sopravvivenza in acqua sono stati affrontati con la formula del dialogo aperto e continuo che ha permesso a tutti di esprimere il proprio parere.

Il Magg. Esposito, responsabile del servizio CTA (Controllo Traffico Aereo) del 9° Stormo ha sottolineato due elementi fondamentali: non sottovalutare il CTR di Grazzanise nella convinzione che si tratti di una base dove operano solo elicotteri del Combat SAR€. In realtà Grazzanise è una base dell'A.M. e in quanto tale è aperta al traffico militare in generale e proprio la presenza delle forze di €œCombat SAR€ rende necessario lo scalo di velivoli da trasporto ovvero di velivoli da combattimento che partecipano ad attività  di esercitazione.€ Quindi rispetto delle regole e chiamate standard quando si intenda interessare le aree regolamentate.

Il secondo punto toccato è stato una conferma di quanto già sentito ai seminari VOLARE SICURI: il controllore è li per aiutare il pilota sia esso di AG che di VDS, quindi piuttosto che rischiare, chiamare. E se la situazione è complessa e diventa pericolosa non esitare a €œdichiarare emergenza€.

Non ci sono punizioni per la dichiarazione di emergenza (a patto che non si tratti di un €capriccio€!) Se dichiarate emergenza per me diventate priorità e questo non cambia fino a che non siete atterrati. Una conferma che fa bene sentire.

Conferme pure dall'altro Magg. Esposito , pilota combat SAR e responsabile S.V. - €œPer quanto riguarda la ricerca ed il soccorso di notte è bene dire che noi voliamo con NVG quindi possiamo operare di notte, ma la possibilità di vedere un naufrago in acqua se non ha artifici illuminanti o una semplice strobe light sono minime€. Gli NVG non sono dei rilevatori di calore, funzionano intensificando elettronicamente la luce ambiente, quindi non distinguono i corpi caldi. 

E' stato pure ripetuto che i tempi di allertamento e ricerca sono tali per cui al minimo se uno cade in mare ad una certa distanza da riva si deve attendere almeno un paio d'ore prima dell'arrivo di qualcuno che lo cerchi. Ci possono essere anche casi fortunati ma la media è quella; si tratta di un dato della massima importanza quando si considera la temperatura del mare e i tempi per l'ipotermia. 

 

(estratto da un resoconto a firma Carlo Landi)